Museo dell'occhiale

Ciondolo

manifattura francese, inizio XIX secolo, collezione Bodart

Prezioso ciondolo composto da quattro piccoli cannocchiali di varie forme (a lira, a fiore in madreperla con turchesi, rotondo con impugnatura formata da due serpenti e ad anfora con turchesi e perle) e un monocolo con custodia a valva di conchiglia in madreperla, tutti montati su una châtelaine in ottone. Questo prezioso oggetto veniva indossato indifferentemente sia dagli uomini che dalle donne.

Astuccio in legno

manifattura tedesca, metà XVIII secolo, collezione Bodart

Astuccio – imballo in legno di pino a forma di parallelepipedo. Sull’esterno è applicato un ritaglio di xilografia che raffigura l’emblema della città di Norimberga, lo stemma della corporazione dei fabbricanti di occhiali (due grifoni che sorreggono un occhiale ad arco), il nome del maestro occhialaio (l’ottico Iohan Conrad Schmidt) e, sotto lo stemma degli ottici, l’insegna del suo negozio (una testa di cervo al centro di una corona di foglie).

Bastone

manifattura francese, metà XVIII secolo, collezione Bodart

Bastone da passeggio in legno. Sulla parte superiore è inserito un cannocchiale in ottone dorato inciso e sbalzato. Questo tipo di bastone cominciò ad essere usato nel XVIII secolo e fa parte di quella serie di oggetti di uso comune che nascondono cannocchiali o piccoli fassamani e il cui utilizzo continuò fino alla inizio del XX secolo.

Ventaglio pieghevole

manifattura francese, inizio XIX secolo, collezione Bodart

Prezioso ventaglio in tartaruga bionda formato da 18 stecche sagomate e traforate, terminanti con un motivo a raggiera e decorate con cerchietti in acciaio lucido. Al centro è inserito un piccolo cannocchiale a fuoco fisso. Ogni manico termina con uno specchio rotondo di 20mm di diametro. Un nastro tiene unite le stecche permettendo l’apertura e la chiusura del ventaglio che, per la sua forma, veniva detto "ventaglio sole".

Necessaire

manifattura inglese, inizio XIX secolo, collezione Bodart

Prezioso necessaire di forma cilindrica. L’esterno è decorato a graticcio, con file di puntini di smalto bianco a rilievo su fondo rosa. In cornici decorate con elementi floreali sono rappresentate scenette di gusto bucolico. All’interno del necessaire, dentro apposite sedi, sono contenuti vari oggetti: un paio di forbicine, un carnet da ballo (sul quale è ancora possibile leggere l’annotazione “1° Walzer” seguito da un nome e “2° ibidem”), una matitina, un coltellino con copertura in madreperla e uno spillone d’oro con un punzone (un delfino).Il necessaire diventa un cannocchiale che si può utilizzare rimuovendo i tappi parapolvere posti ai lati.

Tabacchiera

manifattura francese, XIX secolo, collezione Bodart

Tabacchiera rettangolare con bordi in tartaruga, oro e corniola. Un piccolo cannocchiale ad allungo unico e una corniola ovale raffigurante il profilo di Napoleone sono inseriti sul coperchio. La decorazione, la forma e i materiali fanno pensare si tratti di un oggetto di uso maschile.

Cannocchiale da cintura

manifattura francese, inizio XIX secolo, collezione Bodart

Questo prezioso cannocchiale in oro, a lenti mobili del tipo a tirante, ha una montatura a giorno con asse allungabile per la messa a fuoco. Sull’asse è incisa anche la numerazione ad allungo. L’obbiettivo e l’oculare, formati da una corona di turchesi e sostenuti da due serpenti, sono incernierati sull’asse allungabile e fissati su un tirante a bascula, di sezione quadrata, inciso con piccoli fiori. Sotto l’obiettivo è fissato, tramite uno snodo, un monocolo utilizzabile quando oculare ed obiettivo sono in posizione di riposo.

Cannocchiale – cavatappi

manifattura inglese, XVIII secolo, collezione Bodart

Cannocchiale corto a forma di botte allungata in oro e madreperla. Trasversalmente al corpo è inserito un cavatappi con protezione del verme in oro . Alla base è inciso un punzone.

Fassamano in tartaruga

manifattura inglese, fine XIX secolo, collezione Bodart

Curioso fassamano ad impugnatura laterale il cui manico è costituito da un cornetto acustico.

Fassamano

manifattura francese, inizio XX secolo, collezione Bodart

Fassamano ad impugnatura laterale realizzato completamente in oro 9 Karati. Le lenti del frontale si ripiegano grazie ad un meccanismo ad incastro. Il manico a torciglione, finemente cesellato, ha all’estremità inferiore uno splendido orologio.

Lunette de la Jalousie

manifattura francese, inizio XIX secolo, collezione Bodart

Realizzata in argento e tartaruga ha la forma simile ad un fassamano. L’astuccio impugnatura in tartaruga contiene due lenti di cui una sola è effettivamente una lente correttiva. L’altra è uno specchio basculante che, posizionato in maniera opportuna, permette di guardare di lato. Il retro dello specchio è di vetro nero.

Occhiali in osso di renna

manifattura lappone, XIX secolo, collezione Bodart

La luce abbagliante riflessa dal ghiaccio e dalla neve ha reso indispensabile, fin dall’antichità, un’efficace protezione degli occhi. Da secoli gli eschimesi e i lapponi hanno creato strumenti protettivi di varie forme e materiali, primitivi nell’aspetto, ma ingegnosi e funzionali. Si tratta di uno dei primi esempi di protezione degli occhi dalla luce, anche se, forse, è improprio chiamarli occhiali sia perché sono privi di lenti sia perché la loro esistenza è antecedente all’invenzione degli occhiali. L’origine di queste protezioni sembra essere, infatti, antichissima; gli esemplari più vecchi risalgano all’anno Mille.

Occhiali tempiali in tartaruga

manifattura inglese, XVIII secolo, collezione Bodart

L’ottico londinese Scarlett intuì che, posizionando ai lati degli occhiali due aste, questi risultavano più stabili. Queste aste non andavano però a poggiarsi sulle orecchie, ma andavano a premere con dei grossi anelli nella zona tempiale. Questo esemplare molto pregiato, costruito interamente in tartaruga, mostra aste finemente abbellite con un giglio ed un decoro ad U, probabilmente un ferro di cavallo.

Occhiali da cappello

manifattura francese, XVIII secolo, collezione Bodart

Questi occhiali presentano una caratteristica molto particolare: per permettere una maggiore stabilità dell’occhiale sul naso il ponte è stato dotato di un asticciola che, inserita sotto il cappello o la parrucca, doveva fungere da fissaggio. Realizzati in argento, mostrano un punzone al termine dell’asta centrale. Tale punzone riporta due lettere AR ed un piccolo rombo racchiusi in uno scudo a losanga.

Occhiali ad arco

manifattura tedesca, fine XVII secolo, collezione Bodart

Occhiali in corno chiaro detti anche: “pezzo da maestro” prodotti nella città di Norimberga. Di fattura estremamente raffinata e leggera, mostrano un ponte completamente traforato con piccoli cuori, trifogli, quadrifogli, torrette e volute. La fragilità degli occhiali e la ricchezza di materiale e decoro facevano sì che questi venissero venduti come ricordo della città di Norimberga, grande centro di produzione di occhiali durante tutto il XVII secolo. Una maggior attenzione al pezzo, in quanto ricordo di viaggio, ed il mancato utilizzo quotidiano delle montature, hanno reso possibile la conservazione di questi pregiati esemplari dell’arte dei maestri occhialai di Norimberga fino ai giorni nostri.

Occhiali ad arco

manifattura tedesca, XVI – XVII secolo, collezione Bodart

Questo tipo di occhiale incominciò ad essere prodotto in Germania nel XVI secolo e continuò ad esserlo fino all’introduzione dell’uso del rame e del fanone di balena nella produzione di montature. A differenza di questi materiali, il cuoio è più facilmente lavorabile, ma è scarsamente elastico, per cui è necessario calzare rigidamente l’occhiale sul naso per non farlo cadere o mantenerlo con la mano davanti agli occhi. Ciò ha portato alla scomparsa di questo tipo di montatura. La facile deperibilità del cuoio ha fatto sì che al mondo ne esistano pochissimi esemplari.